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un oncologo confessa che ha inoculato il cancro migliaia di volte

Jinx 4 Lug 2017 15:43
Un oncologo afferma che la malattia di Chávez (il presidente del
Venezuela morto di cancro nel 2013) potrebbe essere stata provocata.
Perfino prestigiosi specialisti di oncologia hanno notato la “epidemia”
di cancro tra i presidenti di sinistra dell'America Latina.

"Colpisce il fatto che, proprio quando gli Stati Uniti stanno perdendo
la battaglia per il controllo del Sud America, siano apparsi in poco
tempo cinque casi di presidenti colpiti dal cancro, e nessuno uguale
all'altro. È lecito domandarsi “che cosa sta succedendo?”, come afferma
il dott. Carlos Cardona, specialista in oncologia molecolare, che ha
trascorso sedici anni facendo ricerca sul cancro in prestigiose
università come Cambridge e Birmingham, in Inghilterra, o al centro di
ricerca Fred Hutchinson Cancer di Seattle, dove operarono il tenore José
Carreras per un trapianto di midollo osseo.

In alcune dichiarazioni rilasciate al quotidiano ABC, Cardona ha
affermato che “contrariamente a quanto molti pensano, è tecnicamente
possibile che il cancro che ha colpito Hugo Chavez sia stato inoculato
con l'intento di ucciderlo”(ABC, 15 marzo 2013). Anche se gli oncologi
clinici hanno dei dubbi al riguardo, Cardona riporta che è da venti anni
che gli oncologi molecolari sperimentano l'inoculazione del cancro in
animali da laboratorio. “Io l'ho fatto migliaia di volte e so che è
possibile. È necessaria solo un'iniezione da fare in qualsiasi parte del
corpo raggiunta dal sangue”, afferma. Uno dei metodi prevederebbe di
“iniettare linee cellulari tumorali che già si conoscono, perfino di
pazienti che sono morti da cinquant'anni, attraverso un oncovirus, vale
a dire un virus che si può preparare e che trasporta i geni dei tumori
soppressori i quali si introducono nelle cellule e sono in grado di
produrre il cancro, oppure si possono iniettare direttamente sostanze
chimiche cancerogene”.

“Se Chávez, per esempio, fosse andato dal dentista - continua il medico
- questo avrebbe potuto somministrargli un anestetico e poi inoculare un
oncovirus o una sostanza cancerogena. Il paziente non se ne può
accorgere, così dopo alcuni mesi può sviluppare il cancro. Ci sono
sostanze chimiche che sono cancerogene e specifiche per un organo e
altre che sviluppano il cancro diffondendolo indiscriminatamente. Ve ne
sono, per esempio, alcune che possono provocare il cancro nella zona
pelvica, parte in cui si è manifestato su Chávez. La maggior parte di
queste cose lasciano una traccia e, se sei un ricercatore, la puoi
trovare chiedendo un campione del tumore. Si può vedere se è stato un
oncovirus, se c'è una linea cellulare tumorale. Si possono perfino fare
dei test per capire se il cancro si è sviluppato in maniera naturale o
atipica... È complicato, ma si può scoprire”.

È vero che il quotidiano ABC ha pubblicato numerose speculazioni assurde
sulla malattia di Chávez, ed erano tutte senza un fondamento scientifico
identificabile e rigoroso. Questa volta si tratta della testimonianza di
un noto specialista nello stu***** del cancro. La realtà è che affinché la
tesi di avvelenamento da cancro sia attendibile ci vorrebbero due
condizioni: che sia tecnicamente possibile e che ci sia un nemico di
Chavez con la capacità tecnologica necessaria, con una vocazione
criminale e senza scrupoli per farlo. Le dichiarazioni del dott. Carlos
Cardona soddisfano il primo requisito. Per il secondo basti ricordare le
oltre seicento volte che il più grande nemico di Chavez, gli Stati Uniti
d'America, hanno tentato di assassinare Fidel Castro (vedi il libro del
giornalista Luis Báez El mérito es estar vivo) e la realtà quotidiana
che ogni settimana uccide decine di innocenti utilizzando i droni.

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